Dati e commenti sul turismo in Salento 2017

turismo salento 2017 6

La stagione turistica 2017 è stata, rispetto alle altre, molto singolare sotto certi versi e ormai standardizzata per altri. In particolare è stata caratterizzata da due paradigmi: il predominio delle località balneari rispetto alle città d’arte e la concentrazione dei maggiori flussi turistici nei canonici 20 giorni di fuoco, ad agosto. Ciò ha dimostrato, come ogni anno, che le politiche turistiche volte alla destagionalizzazione non hanno sortito i loro effetti e che, peggio, nemmeno i classici mesi estivi tipici delle vacanze da parte di visitatori stranieri, economy o alternative (giugno, prima metà di luglio, settembre) hanno avuto quella crescita auspicata dagli operatori del settore. Anzi. 

Come tutti gli altri anni, anche il 2017 si è caratterizzato per l’incapacità della classe imprenditoriale e politica locale di fare sistema e di rispondere alle esigenze di un turismo ormai strutturato e che chiede servizi privati e pubblici minimi ed essenziali (trasporti collettivi, igiene pubblica, viabilità, sicurezza, comfort, ecc.).
Ciò detto, proviamo a snocciolare un po’ di dati e, subito dopo, a commentarli, inserendo nel commento anche qualche piccolo suggerimento per chi – nella stagione 2018 – sceglierà il Salento come meta per le proprie vacanze.

Come sempre divideremo la stagione estiva in tre parti:

PRIMA PARTE: giugno – luglio
SECONDA PARTE: 1 agosto – 20 agosto
TERZA PARTE: 20 agosto – 20 settembre

ORA SNOCCIOLIAMO UN PO’ DI DATI…

turismo salento 2017 3

PRIMA PARTE: giugno – luglio

La prima parte della stagione (giugno-luglio) ha visto una lenta erosione delle presenze turistiche, tanto che si è parlato di circa il 7-8% in meno rispetto alla stagione 2016.
Notoriamente molto apprezzata dal turismo internazionale, quest’anno ha visto meno turisti stranieri e più turisti nostrani low cost, merito soprattutto dei prezzi bassi di molte strutture ricettive (in particolare villaggi turistici che offrivano pacchetti completi a prezzi contenuti). Ad ogni modo già nel periodo preso in esame si intravedeva la tendenza del 2017, ossia: maggior concentrazione dei flussi turistici nelle località marine a discapito delle città d’arte. Insomma, Lecce ha sofferto e Otranto e Gallipoli ne hanno giovato. E’ sufficiente leggere questo resoconto di Federalberghi per avere un’idea del trend del momento.

Quali sono le cause?

Le cause dell’abbandono delle città d’arte a vantaggio delle località balneari sono sia contingenti sia strutturali. Il motivo contingente è di natura climatica: l’estate 2017 si è caratterizzata per temperature elevatissime (con punte addirittura di 50 gradi centigradi) che hanno minato anche i fisici più resistenti, alla ricerca di refrigerio al mare. I caldi eccessivi hanno avuto lunga durata, senza piogge, partendo da giugno fino a settembre 2017. Anche le ore notturne sono state caratterizzate da afa ed eccessiva umidità, con temperature percepite intorno ai 35 gradi, e, quindi, la mancanza di aria portava i locali e i visitatori a ricercare le brezze marine e ad abbandonare quanto più possibile i paesi dell’entroterra.

turismo salento 2017 7
Ma il motivo principale è strutturale ed è di natura politica. I tentativi – portati avanti da più di 15 anni – di svincolare il Salento dal motto sule mare e jentu (sole, mare e vento) e quindi di attrarre turismo diverso da quello balneare (cioè enogastronomico, culturale, artistico, etnico, religioso, ecc.) si sono infranti nella granitica visione del Salento come mero luogo di villeggiatura marina. L’incapacità di fare sistema, di offrire una visione diversa del luogo e più a 360 gradi, di mettere insieme le diverse sinergie (associazioni, operatori turistici, commercianti, politica…) hanno portato all’ovvia conclusione che il Salento non è altro che un luogo dove andare al mare. Punto. Chiaramente il Salento offre molto di più: tra borghi antichi, città d’arte, percorsi megalitici, chiese, cripte e percorsi naturalistici di gran pregio, ha tutte le potenzialità per attrarre diverse forme di turismo e, quindi, per ambire a quella “destagionalizzazione” sempre proclamata ma mai attuata e, per l’effetto, di decongestionare l’ormai insostenibile intasamento delle località marine. Chi, quest’anno, ha visitato Otranto, Gallipoli o Porto Cesareo (per nominare solo le località più gettonate, ma il discorso vale per quasi tutte le località costiere) avrà notato che da giugno a settembre era letteralmente impossibile percorrere le strade da e per il mare a causa dell’eccessivo traffico, creando disagi persino ai mezzi di soccorso.

A breve torneremo sull’argomento “Trasporti nel Salento”, ma è evidente che i disagi legati al traffico dipendano non solo dalla mancanza di alternative (trasporto collettivo, per esempio), ma anche dalla presa d’assalto delle località marine di tendenza, una presa d’assalto che mette a nudo l’incapacità delle amministrazioni di gestire il flusso veicolare e di cercare soluzioni alternative.

SECONDA PARTE: 1 agosto – 20 agosto

turismo salento 2017 5

In questa fase, a differenza delle scorse stagioni, i dati risultano essere contraddittori. CNA Balneatori, per esempio, parla di un +22% per la Puglia e, in particolare, per il Salento. Altri, come l’Associazione Commercianti e Imprenditori di Gallipoli, parlano addirittura di un -30% di prenotazioni rispetto al 2016. E’ vero che i dati sono disomogenei (CNA si riferisce alla Puglia, l’Associazione sopra menzionata alla sola città di Gallipoli), ma è anche vero che negli anni precedenti la differenza tra il dato regionale e quelli locali si distanziava di pochi punti percentuale e non di un’abisso (tra +22 e -30 ce ne passa…); inoltre va detto che Gallipoli rappresenta il principale indicatore dei flussi turistici pugliesi, dato che da sola porta circa 2 milioni di persone ogni anno (Fonte: PugliaPromozione, 2014). La verità, come sempre, sta nel mezzo. Il calo di prenotazioni c’è stato, non del 30% però. Secondo le nostre stime risulta del 10-12% e si riferisce al periodo estivo esclusa la parte in esame (1-20 agosto), dove il calo risulta essere inferiore rispetto al 2016 (1,5% circa). Ma il calo è solo apparente, già. Perché va tenuto in considerazione un aspetto importante.

Gli affitti in nero

turismo salento 2017 12

Molto probabilmente il fenomeno degli affitti in nero ha inciso profondamente sulla stima dei dati, tant’è che il fenomeno delle case pollaio, ovviamente affittate in nero, quest’anno ha assunto contorni molto più netti rispetto alle altre stagioni. Quindi è molto difficile fare una stima delle presenze turistiche anche a causa dell’enorme mole di alloggi affittati in modo irregolare. Tanto che la Guardia di Finanza ha persino deferito all’Autorità Giudiziaria molti gestori di B&B che omettevano di trasmettere i dati degli alloggianti per evitare di dichiarare il numero reale di persone alloggiate e pagare, di conseguenza, le relative tasse.

TERZA PARTE: 20 agosto – 20 settembre

turismo salento 2017 11

Come per il 2016, la terza parte della stagione non ha visto grandi differenze numeriche in termini di presenze. Anche in questo caso le difficoltà a rilevare i numeri reali, come accadeva nelle precedenti stagioni, sono state numerose, ma si può effettuare una stima approssimativa dei dati, parlando di un +0,5% di presenze in questo periodo. Complice è soprattutto la Notte della Taranta, che richiama, come ogni anno, circa 150.000 persone (quest’anno si parlava addirittura di 200.000 presenze), le quali, però, fanno testo solo per pochi giorni, dato che si tratta spesso di presenze temporanee (massimo 2 giorni di permanenza) e concentrate maggiormente nelle zone intorno a Melpignano, a volte con alloggi di fortuna (tende e materassi sparsi per le campagne) e con irrisori apporti per l’economia reale del territorio.
Il resto della stagione è stato caratterizzato, come di consueto, da una presenza turistica “standard”, ossia numericamente non differente rispetto alle scorse stagioni, con la già ribadita differenza geografica: Lecce ha subito il calo maggiore a vantaggio delle località marine. Il “crollo” delle presenze turistiche è avvenuto – come si può facilmente immaginare dal periodo di riferimento preso in esame – intorno al 20 settembre.

Il Salento bocciato dalle recensioni

tripadvisor logo

La mancanza di un chiaro progetto turistico, da parte della politica e degli operatori del settore, unita al divario tra ciò che il marketing turistico propone e ciò che la realtà dei fatti dispone, si nota subito dalle recensioni dei viaggiatori sui principali canali web legati al turismo (tripadvisor, booking, google local, trivago, ecc.), che, senza mezzi termini, hanno bocciato il Salento in riferimento alle strutture ricettive.
I motivi sono semplici: il Salento attrae i turisti. Questo è evidente. Meno evidente è che molti locali (ma anche tanti investitori di altre zone d’Italia nonché stranieri) si sono improvvisati operatori del settore. Non tutti nascono albergatori o ristoratori, ma sono in molti ad aver aperto strutture del genere senza conoscerne le regole e gli standard qualitativi da offrire, in termini strutturali ed umani. Ed è evidente che in questo quadro le recensioni degli ospiti diventano impietose. La differenza sta nel sapersi migliorare grazie alle recensioni negative o nel piangersi addosso e addossare le colpe ai clienti meticolosi ed esigenti. Come hanno reagito molti salentini improvvisati operatori? La domanda pare retorica. Eppure gli esempi virtuosi ci sono e ci sono imprenditori d’eccellenza, in Puglia, pronti a dispensare consigli. Ma molti salentini, purtroppo, pensano solo ai profitti, a scapito della qualità e del benessere dei propri ospiti.

turismo salento 2017 13

A tal proposito, tra le tante recensioni negative delle strutture salentine, mi hanno fatto riflettere quelle di un residence in una villa, molto bella, immersa nelle campagne intorno a Gallipoli. Tant’è che molti visitatori l’hanno recensita positivamente in riferimento alla cura della struttura, ma pessima per quanto riguarda i servizi di accoglienza. Molti, infatti, lamentavano il fatto che non c’era quasi mai nessuno ad accoglierli, né all’arrivo né alla partenza, che la villa era sguarnita in fatto di sicurezza notturna e che gli ospiti si sentivano abbandonati a sé stessi nel mezzo del nulla. Chi aveva un’auto era più o meno autonomo (sempre se “autonomo” sia uno che non conosce affatto il posto dove si trova e nessuno gli fornisce manco uno straccio di mappa), mentre gli altri dovevano cavarsela da soli. Infine, gli veniva detto che se volevano parlare con la titolare, per qualsiasi richiesta, dovevano recarsi in uno stabilimento balneare di Gallipoli da lei gestito. Ecco. Io ne evinco che questi gestori pensano più a ottimizzare i profitti che a dare al cliente dei servizi minimi. E per servizi minimi intendo anche la sola presenza di un responsabile che gestisca la struttura. Ma come! Direbbe la titolare, devo rinunciare a gestire un proficuo stabilimento per pensare al residence? In effetti sarebbe difficile da spiegare a questa gente che è più importante l’attenzione al cliente rispetto alla massimizzazione del profitto. Ma tant’è. La mentalità tipica dell’imprenditore salentino medio è questa. Quindi valutate anche quest’aspetto prima di prenotare una struttura. 

Il Salento bocciato su trasporti e pulizia

salento immondizia

Qualsiasi automobilista – persino quello più distratto – appena giunto in terra salentina, sarà colpito da un aspetto tipico di questa zona: le piazzole di sosta piene, ricolme, di immondizia. Sembrano dire benvenuto in Salento. Sappi che la mania di sporcare i beni comuni c’è sempre stata – almeno da 30 anni a questa parte – ma oggi è più evidente per via della recalcitante inclinazione a non voler fare la raccolta differenziata, obbligata da molti Comuni che – per costringere la gente a farla – hanno forzosamente tolto i bidoni dell’immondizia indifferenziata, con l’ovvia conclusione che il salentino medio, abituato a buttare tutto nel bidone, tolto quest’ultimo, anziché differenziare, butterà tutto nelle campagne, o nelle piazzole, accanto al mastro carpentiere che – ancor peggio – non saprà più come smaltire i calcinacci e quindi li butterà per strada. La colpa, come avrai capito, è sia dei salentini sporcaccioni che dei Comuni. Entrambi non hanno ancora ben chiaro in mente cosa vuol dire educazione alla raccolta differenziata. Ad ogni modo questo non è il migliore dei benvenuti e non è nemmeno un aspetto salutare. Ma tant’è.
Se poi il nostro visitatore, anziché l’auto, ha scelto di venire in Salento in aereo o in treno, beh, allora le cose peggiorano, e di molto anche. Perché già si sarà accorto che i collegamenti tra i due aeroporti (Bari e Brindisi) e Lecce sono carenti e che – peggio – appena arrivato a Lecce avrà notevoli difficoltà a raggiungere la sua meta. Se ha quella giusta dose di fortuna per cui la località che deve raggiungere è servita dal treno, dovrà solo attendere con estrema pazienza la sua corsa. Altrimenti dovrà per forza raggiungerla in auto. I bus? non servono tutte le località, fanno corse lentissime, gli orari sono pessimi e probabilmente ci passerai dentro mezza giornata. Inoltre, se hai la sfortuna di aver preso casa in un’amena località di campagna (come nell’esempio del residence sopra menzionato), sicuramente non sarà servita da mezzi pubblici. Quindi, per forza, l’auto è la tua unica soluzione. Affittarla costa tanto e in pieno agosto te la puoi anche scordare. E poi, se la trovi, non troverai parcheggio nelle località di mare, sempre se sarai riuscito ad uscire da quell’ingorgo che ti ha tenuto compagnia tutto il pomeriggio.
Insomma, hai capito che muoversi in Salento, al mare e ad agosto, è un’impresa ardua: non trovi mezzi pubblici e l’auto è fonte di enormi stress vacanzieri.
Non voglio certo scoraggiarti, voglio solo mettere in evidenza due cose: la prima è che occorre discutere – da parte degli stakeholder locali – sul tema trasporti, la seconda è che – se puoi – vienici a giugno, a luglio, a settembre, persino in inverno. Il Salento è una terra meravigliosa, che offre esperienze di viaggio uniche al mondo, ma agosto è un mese tormentato e non voglio che tu te ne vada a casa con il tormento…

LE PRINCIPALI METE TURISTICHE DELL’ESTATE 2017

GALLIPOLI

La principessa dell’estate salentina, ospita circa 2 milioni di individui ammassati in una sola stagione ed è la città con il maggior rapporto feste notturne/popolazione. In questa città si arriva persino ad affittare i balconi o gli scantinati e il visitatore tipo è il classico liceale in cerca di sballo. Insomma, tutta la cacca che fino a pochi anni fa popolava Rimini, Riccione e dintorni, si è riversata compatta a Gallipoli, con buona pace (e grandi profitti) per i venditori di vino chimico in bottiglia e i gestori dei lidi, i quali, oltre a proporre le tipicità del territorio a prezzi esosi (un rustico a 5,00 €, venduto normalmente a 1,50) o gli abbeveraggi serali il cui rapporto acqua/costo supera persino le soglie di usura (un cocktail a 10,00 € pieno di ghiaccio e con sparute particelle di alcool dell’Eurospin), propongono spesso feste notturne con il dj più in voga al momento (di cui non ne conosco manco uno) con formule tipo ingresso a 20 euro, omaggi donna oppure ingresso libero e consumazione obbligatoria (il già citato cocktail di acqua, ghiaccio e particelle di alcool), costringendo i poveri turistelli a ubriacarsi prima, vomitare sulle aiuole del Comune, e presentarsi alla festa già ubriacati e con gli ormoni a 1000, salvo scoprire poi che le uniche donne presenti alla festa sono le cubiste trans. In questo desolante quadro da Ibiza dei poveri, il 2017 ha offerto ottimi esempi di vivacità criminale, basti pensare alle innumerevoli attività di spaccio e furti o alle coinvolgenti risse quotidiane. Insomma, l’offerta turistica a Gallipoli è diversificata e intensa.

PORTO CESAREO E TORRE LAPILLO

turismo salento 2017 14

Nel 2017 ha superato Gallipoli in termini di presenze (ufficiali…) e si è laureata regina dell’estate 2017. Per cosa? Per il mare bello e pulito (ad eccezione di quello a ridosso del paese, dove ancora scarica la fognatura…)? Non solo. Per lidi fashion, aperitivi in riva al mare e musica a palla. Se hai tra i 18 e i 30 anni, Porto Cesareo è l’alternativa a Gallipoli. Se invece sei avanti con l’età o semplicemente cerchi una vacanza di relax, evita le succitate località.
Porto Cesareo è meno nota per i pochi servizi pubblici e la disorganizzazione diffusa. Il servizio idrico, soprattutto in piena stagione, funziona a singhiozzo e spesso dai rubinetti non esce l’acqua.
Mancano aree di parcheggio attrezzate e infatti d’estate la viabilità è un vero caos. Puoi anche trascorrere 2 ore in coda tornando dal mare. Le vie del centro sono spesso invase da auto, anche nelle ZTL (Zone a Traffico Limitato) e quindi passeggiare tra lo smog delle auto non è propriamente un’attività vacanziera.
Per quanto riguarda il cartello degli eventi serali, quest’anno è stato decisamente migliorato rispetto agli anni scorsi, con una buona offerta musicale (a parte lo spiacevole inconveniente capitato ad Amedeo Minghi).

Torre Lapillo è la frazione di Porto Cesareo. Molto più tranquilla e con un bel mare. Anche qui, però, il traffico è il problema principale in agosto, anche calcolando che si tratta di una località che conta 400 abitanti che d’estate diventano circa 30.000, con tutte le conseguenze del caso.

OTRANTO

otranto

Uno dei paesi più belli del Salento. Centro storico meraviglioso, con il suo castello aragonese e la Cattedrale, di stile romanico, al cui interno è conservato uno dei mosaici più importanti al Mondo. In un contesto così avrebbe dovuto svilupparsi un turismo di qualità, ma la città ha sempre attuato una politica ambigua: da un lato ha attuato politiche di prezzi da capogiro, dall’altro ha favorito l’apertura di negozi di cianfrusaglie che sembra di stare al mercato. L’impressione, girando per Otranto, è di stare in una villa storica meravigliosa arredata con i mobili del mercatino delle pulci.
Ultima chicca è l’orrenda strada a quattro corsie che collega Maglie a Otranto e che disincentiva qualsiasi turista intelligente a percorrerla, quando una volta era una delle bellezze dei dintorni di Otranto, con i suoi ulivi secolari e i muretti a secco, oggi soppiantati dai guard-rail.
Inutile ricordare la vicenda del sequestro da parte della Procura di Lecce del Twiga, il nuovo stabilimento vipposo che ha portato il suo patron, Flavio Briatore, ad abbandonare polemicamente la Puglia. Se da un lato Briatore ha fiutato le potenzialità di Otranto, dall’altro abbiamo evitato che diventasse preda del turismo vipposo trash, stile grande fratello vip sotto l’ombrellone. Meno male.

LEUCA E LE COSTE DEL SUD SALENTO

turismo salento 2017 8

Leuca e le località costiere del basso Salento (Tricase porto e Marina Serra, San Gregorio, Torre Suda, ecc.) rappresentano una buona soluzione per tutti quelli che intendono trascorrere le vacanze in un mare cristallino e nel pieno relax. Anche in queste località – data la loro conformazione geografica – il traffico veicolare rappresenta uno dei problemi di vivibilità estiva, ma mai al livello di Gallipoli e Porto Cesareo. In base alla località scelta i prezzi di strutture, bar e ristoranti sono diversificati. Tra queste, Leuca è la più cara. Ma a buon diritto.

LE MARINE LECCESI

San Cataldo, Frigole e Torre Chianca vengono definite le marine leccesi. Amministrativamente sono gestite dal Comune di Lecce, il quale storicamente ha trascurato queste località, in cui non vi è nemmeno il servizio di rete fognaria o la raccolta differenziata. Abbandonate a sé stesse per decenni, la conseguenza è ben visibile a chi, magari per caso, si trova a passarci: zero servizi, zero attrattive, bar chiusi di sera, anche in pieno agosto. C’è da segnalare, tuttavia, la partenza di un progetto di riqualificazione delle marine leccesi ad opera dell’attuale giunta comunale leccese. Il progetto è partito proprio durante l’estate 2017.

IN CONCLUSIONE…

turismo salento 2017 9

Il 2017 è l’anno della conferma di ciò che tutti sanno del Salento: è il posto dove andare al mare. I progetti di destagionalizzazione e di valorizzazione dei borghi autentici e dei centri artistici sono stati, a quanto pare, poco efficaci.
Lecce, Nardò, Galatina, Tricase, Poggiardo e tanti altri paesi del Salento, piccoli o grandi, sono scrigni preziosi che racchiundono testimonianze storico-archeologiche ed artistiche stratificate nel tempo. Sin dall’epoca dei Messapi il Salento raccoglie numerosi elementi d’attrazione turistica che luoghi più blasonati non hanno: dai megaliti alle cripte alle chiese (basta ricordare Santa Caterina d’Alessandria a Galatina, paragonabile, per qualità pittorica, alla più famosa San Francesco di Assisi) per poi arrivare ai palazzi, ai percorsi naturalistici, il Salento ha da offrire molto, moltissimo. Ma sembra ormai aver legato la propria immagine al mare, alla pizzica e alla vita notturna. Non che questi elementi siano da scartare, chiaro. Ma il Salento, perdonate subito il paragone automobilistico, è un po’ come una Ferrari guidata sempre in paese, in prima, con un limite di 50 km/h. Non dà il meglio di sé, non si esprime. Che la guidi a fare quando sarebbe sufficiente un’utilitaria?
Occorre ripensare le politiche turistiche, di concerto con tutti gli operatori del settore, ma soprattutto occorre saper tutelare il territorio, prima di pensare a valorizzarlo. Si possono fare ottime politiche di marketing territoriale, ma se poi si permette lo scempio dell’ambiente e del paesaggio, non si riflette sulla gestione del traffico o sui sistemi collettivi di trasporto o non si offrono i servizi minimi essenziali, è tutto inutile. Tanta è la strada da fare, sia da parte delle istituzioni che degli operatori del settore, i quali devono pensare anzitutto a puntare sulla qualità, sui servizi al cliente, pre e post ospitalità e non solo al fatturato. Il turista di oggi sa benissimo che di posti belli nel Mondo ce ne sono tanti e che il mare albanese o croato è simile a quello salentino, ma i costi sono nettamente inferiori. Perché deve scegliere il Salento? Solo per il mare? E poi, soprattutto, davvero i modelli turistici oggi vigenti in Salento sono sostenibili? I recenti fatti di cronaca sembrano dimostrare che su questa strada non si può più proseguire, pena il declassamento di un territorio da luogo ad alte potenzialità a luogo da abbandonare a sé stesso. Perché le mode passano, i ragazzini si stufano di tornare sempre nello stesso posto e il mare è bello dappertutto. Quando andranno via i liceali in vacanza, cosa ci resterà?

Si ringrazia il fotografo Umberto Panico per le suggestive immagini fotografiche.

2018-12-05T18:31:46+00:00