Dati e commenti sul turismo in Salento 2016

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Anche quest’anno, come di consueto, facciamo il punto della situazione sulla stagione turistica in Salento nel 2016. Com’è andata? Tutto sommato bene: milioni di presenze da giugno a settembre, spiagge affollatissime, ristoranti pieni quasi tutte le sere e le classiche mete (Otranto, Gallipoli, Lecce) prese d’assalto dai turisti. Ma è tutto oro quello che luccica? Vediamo.

Come sempre divideremo la stagione estiva in tre parti:
PRIMA PARTE: 1 giugno – 31 luglio
SECONDA PARTE: 1 agosto – 31 agosto
TERZA PARTE: 1 settembre – 30 settembre

 

PRIMA PARTE: 1 giugno – 31 luglio 2016

Come ormai ogni anno, da un lustro a questa parte, il periodo giugno-luglio è quello tipico del turismo straniero e del turismo nazionale meno rivolto alle spiagge e al divertimento e più interessato all’arte, alla cultura e ai caratteristici borghi salentini. Sul versante del turismo straniero anche quest’anno Francia, Germania e Inghilterra si classificano ai primi posti, ma gli USA stanno pian piano scalando la classifica, per non parlare di interessanti arrivi da Australia e Canada (+3,5% rispetto al 2015). 

Dal punto di vista della vivibilità, i mesi di giugno e luglio rappresentano, come ogni anno, i mesi migliori per conoscere il Salento senza i problemi connessi (che vedremo tra poco): traffico, carenza di trasporti pubblici, problemi di ordine pubblico.

SECONDA PARTE: 1 agosto – 31 agosto 2016

La seconda parte della stagione è stata una sorta di manna dal cielo per gli operatori del settore turistico (lidi, bar, ristoranti, albergatori, ecc.), in quanto si è registrato un +15% di presenze nazionali rispetto al 2015 e un rispettabile +6,5% di presenze straniere, segno che il Salento è diventata ormai una meta imprescindibile per le vacanze di mezzo mondo. Si parla di più di 2 milioni di presenze nella sola Gallipoli (dati stimati, perché non tutti soggiornano regolarmente), con conseguenti problemi di ordine pubblico e di stabilità del sistema locale, impossibilitato – per ovvie ragioni – a contenere un numero elevatissimo di persone (un paese di circa 20.000 abitanti che ad agosto arriva a 2 milioni).

TERZA PARTE: 1 settembre – 30 settembre 2016

Anche la terza parte, a differenza dell’anno precedente, ha registrato un numero elevatissimo di presenze, tanto che la quasi totalità delle strutture ricettive delle località più rinomate ha registrato il tutto esaurito anche per il mese di settembre. A preferire il Salento a settembre sono soprattutto inglesi (+7%), francesi (+8%) e spagnoli (+9%), senza contare le prenotazioni nazionali, che rappresentano un favorevole +12% rispetto al settembre dell’anno precedente.

 

SON DATI CERTI?

I dati raccolti presso diverse strutture ricettive del Salento e integrati con quelli diffusi da Pugliapromozione si riferiscono solo (e ovviamente) alle presenze “ufficiali”, cioè a quelli che – in altre parole – hanno regolarmente soggiornato in strutture ricettive (hotel, b&b, campeggi autorizzati, ecc.), ma non tengono conto degli arrivi “irregolari”, cioè di quei turisti che affittano la casa “a nero” o che vanno a dormire in campeggi non autorizzati, che sorgono come funghi nei pressi delle marine, nelle campagne e persino nelle periferie dei paesi.

 

I 20 GIORNI DI FUOCO…

Sono i 20 giorni di agosto (5-25 agosto circa) in cui le presenze turistiche sono all’apice, con i conseguenti problemi di traffico (il piacere di avere una bici o un motorino in questo periodo è impagabile), spiagge affollate di gente schiacciata come sardine (chissà che piacere si ha nel condividere la puzza di ascelle dei vicini di ombrellone), problemi di ordine pubblico (ogni tanto scoppia qualche rissa, qualche litigio tra giovanotti ‘mbriachi e vicini anziani o qualche violenza di genere qua e là nelle movide notturne di Baia Verde) e altri problemucci di poco conto (la spazzatura che cresce a vista d’occhio nelle campagne, l’acqua che manca in alcuni paesi, i trasporti pubblici al collasso, cose così…).

 

PORTO CESAREO SUPERA GALLIPOLI

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Ebbene sì! Il 2016 è l’anno in cui lo scettro di “regina dell’estate” passa da Gallipoli a Porto Cesareo. Certo è un paese molto più piccolo (5000 abitanti), ma quest’anno ha registrato – tra giugno e agosto – poco più di 2 milioni di presenze, superando di misura l’elefantiaca Gallipoli. E infatti il turismo colto e raffinato della cittadina jonica ha dato sfoggio del suo valore, proponendo un saggio delle proprie capacità culturali e artistiche con il noto brano “andiamo a comandare” (cosa, poi?) che ha avuto così tanto successo che un’altra marina, poco più a nord, nel brindisino, ha lanciato la sfida, chiamando a comanda (ci sta…) molte più persone. Ma dato che il sottoscritto non si è recato personalmente all’audizione, non vi so dire quanta gente ci sia andata.

 

IL PROBLEMA ALLOGGI

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E’ il problema più pressante, soprattutto nel periodo 1-31 agosto. Dato che le strutture ricettive del Salento sono all’incirca 1700, con quasi 70.000 posti letto, è ovvio immaginare che non possono ospitare milioni di persone in tutta la stagione turistica. E quindi? Quindi c’è chi si arrabatta in case prese in affitto da privati, campeggi abusivi e – dulcis in fundo – tende piazzate sui terrazzi delle case o comodissime brandine (quando va bene) sistemate in incantevoli cantine, a due passi dalla caldaia e a diretto contatto con il tanto temuto salamastro salentino, capace di corrodere anche i polmoni più resistenti. Ma si sa, per vivere l’esperienza della vacanza in Salento si è disposti anche a questo.

 

IL PROBLEMA TRASPORTI PUBBLICI

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La nota dolente. Il problema dei problemi. L’argomento sempre affrontato ma mai risolto: i trasporti pubblici. Premesso che è già difficile raggiungere il Salento con treni ed aerei anche perché l’aeroporto di Brindisi ha poche tratte e tutte prenotate già da mesi, anche quando il turista coraggioso riesce ad attraversare il ponte spazio-temporale tra la Provincia di Brindisi e quella di Lecce, si troverà di fronte all’annoso problema: e mò come mi muovo? Si, perché è vero che la generosa Provincia mette a disposizione il fantastico servizio di Salento in Bus, ma è anche vero che quei quattro carrozzoni di pullman messi a disposizione non coprono tutte le tratte, non riescono a contenere migliaia di persone e non sono a disposizione per tutta la stagione, con i conseguenti disservizi. E allora che si fa? Ci si affitta la macchina, giusto per provare l’ebrezza di stare incolonnati per ore sulla Porto Cesareo – Torre Lapillo o sulla Maglie – Otranto (a 4 corsie, ma sempre incasinata) oppure sulla Gallipoli – Nardò, con tanto di bestemmie colorite e clacson di varie tonalità. Per non parlare del traffico leccese e del parcheggio. Una chimera. E anche a trovarlo, o vi appioppano una multa per grattino scaduto oppure, se il parcheggio non si paga (dalle 21.00), una piacevole estorsione da parte dei parcheggiatori abusivi coronerà la vostra passeggiata barocca. Insomma, una goduria per lo stress da vacanza.
Eppure basterebbe potenziare le ferrovie Sud-Est, visto che la rete ferroviaria c’è. Eppure manca poco che falliscano. Curioso per un territorio a vocazione turistica come quello salentino.

 

TROPPA GENTE…

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Seduti al tavolo di uno dei tanti ristoranti di mare, il simpatico gestore vi avrà sicuramente detto qui il pesce è freschissimo. Ma ne siamo sicuri? Il pesce pescato nello Jonio o nell’Adriatico quanto fabbisogno riesce a soddisfare? Il pesce fresco in genere riesce a soddisfare il fabbisogno di poche migliaia di persone, poi occorre optare per il pesce congelato. Ma è brutto dire ai clienti che è tale, e quindi ci si industria.
Ma la troppa gente porta altri tipi di problemi. Gli alloggi, certo. Ne abbiamo parlato. E poi? Quanta immondizia viene prodotta? Come viene smaltita? Il fabbisogno idrico è adeguato? Un territorio che non riesce a soddisfare la domanda di acqua durante l’anno come potrà garantire il servizio a milioni di persone? Il problema è che il Salento attrae troppe persone, più di quante riesca a contenerne. E’ davvero questo il tipo di turismo che ci occorre?

 

QUALE TURISMO ATTRAE IL SALENTO?

LA DESTAGIONALIZZAZIONE SEMPRE PROMESSA MA MAI ATTUATA

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Per rispondere alla domanda di prima: no. Il Salento è una delle terre più antiche al Mondo. Conserva testimonianze della presenza di civiltà molto più antiche di quelle che si studiano sui libri di scuola (leggi: Grotta dei Cervi di Porto Badisco, Grotta del Cavallo di Torre Uluzzo), ha un patrimonio artistico unico al Mondo (vedi, per esempio, la Basilica di Santa Caterina d’Alessandria a Galatina o l’Abbazia di Cerrate a Squinzano), vanta un barocco più imponente di quello di Firenze (vedi Lecce o Nardò o Gallipoli), è piena di cripte bizantine, di teatri romani, di ninfei, di musei, eppure ciò che attira il turista medio sono le spiagge, i ristoranti e la movida notturna. Abbiamo davvero bisogno di questo tipo di turismo? No. La destagionalizzazione è un argomento sempre trattato ma mai affrontato seriamente dalla classe politica e dagli stakeholders locali, perché in fondo non interessa attrarre il turismo culturale, ciò che interessa è il guadagno facile e immediato, alla faccia di quelli che invece promuovono il Salento per quello che è: un territorio unico al mondo, incantevole, fragile e ricco di storia.

 

E’ QUESTIONE DI CORAGGIO…

11 basilica di santa caterina d alessandria a galatina

Il coraggio sta nel cercare di proporre un modello turistico in linea con il genius loci e rispettoso della storia e della cultura locale. Il coraggio sta nell’imitare altri esempi virtuosi, come la Valle d’Itria (sempre in Puglia, ma molto lontana dal modello turistico salentino), l’Umbria, il Trentino o, perché no, la riviera romagnola, che ci insegna come si può cambiare modello turistico solo grazie alla cooperazione.

 

IL MODELLO BRIATORE

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Flavio Briatore dice che il Salento non ha bisogno di cultura e masserie, ma di hotel sul mare. C’è bisogno di sprecare bytes e tempo per rispondergli? Si riprenda il suo twiga beach e se ne vada a quel paese (speriamo nessuno…), perché il suo modello di turismo è solo l’estremizzazione di quello che il Salento ha già, senza gli infradito, le cotolette negli imballaggi in plastica e gli ombrelloni color verde pisello sulle spiagge libere, ma con qualche tamarro yacht-dotato in più. Peccato che la classe politica locale lo plaude come un grande investitore. Ma si sa, i politici son servi e un poco ottusi. Meglio mandar anche loro a quel paese (qualcuno disposto ad accoglierli ci sarà).

2018-12-05T18:40:32+00:00