Dati e commenti sul turismo in Salento 2014

La stagione appena trascorsa si è contraddistinta per due ragioni: l’assoluto predominio di Gallipoli come meta turistica nazionale ed internazionale e il crollo delle presenze nelle mete turistiche tradizionali (Otranto, Porto Cesareo, Torre dell’Orso).

Si potrebbe aggiungere anche un’altra ragione, connessa alle precedenti: l’incapacità della classe politica locale di fare sistema e di rispondere alle esigenze di un turismo ormai strutturato e che chiede servizi pubblici minimi ed essenziali (trasporti collettivi, igiene pubblica, viabilità, sicurezza).

Ciò detto, proviamo a snocciolare un po’ di dati e, subito dopo, a commentarli, inserendo nel commento anche qualche piccolo suggerimento per chi – nella stagione 2015 – sceglierà il Salento come meta per le proprie vacanze.

Come sempre divideremo la stagione estiva in tre parti:

PRIMA PARTE: giugno – luglio

SECONDA PARTE: 1 agosto – 20 agosto

TERZA PARTE: 20 agosto – 20 settembre

ORA SNOCCIOLIAMO UN PO’ DI DATI…

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Punta Prosciutto

La prima parte della stagione (giugno-luglio) è partita in sordina, tant’è vero che fino alla fine di luglio le marine erano praticamente deserte.

Notoriamente il mese di giugno è caratterizzato dalla presenza di turisti stranieri che popolano le marine e le città d’arte quali Lecce, Otranto, Gallipoli, Nardò, i paesi della Grecìa e dell’entroterra salentino, ma nella stagione 2014 si è avuto – anche su questo versante – un lieve calo del 3% rispetto alla stagione precedente. Il mese di luglio – fino all’anno precedente mese di crescita del turismo nazionale – è stato un mese nero per gli operatori del settore turistico-alberghiero, avendo subito un calo di prenotazioni, rispetto al 2013, di circa il 7%.

La seconda parte della stagione (1-20 agosto) ha retto rispetto alla stagione precedente e ha segnato addirittura un +5% di presenze rispetto all’anno precedente. Il dato include anche la città di Gallipoli (e dintorni), che, però, meriterebbe un’analisi a sé.

Difatti non si può nascondere che l’aumento dei flussi turistici in Salento è stato fortemente influenzato dall’esponenziale aumento di questi nella sola città di Gallipoli e nei paesi limitrofi (Alezio, Tuglie, Sannicola, Parabita, Taviano, ecc.), tant’è che molte delle mete tradizionali del turismo balneare (Porto Cesareo, Otranto, Torre dell’Orso) hanno retto solo grazie al turismo fidelizzato, ma hanno subito forti flessioni rispetto alle scorse stagioni turistiche.

SONO DATI CERTI?

turismo-salento-13-4Tuttavia c’è da fare una precisazione. I dati raccolti presso diverse strutture ricettive del Salento e integrati con quelli diffusi da Pugliapromozione si riferiscono solo (e ovviamente) alle presenze ufficiali, cioè a quelli che – in altre parole – hanno regolarmente soggiornato in strutture ricettive (hotel, b&b, campeggi autorizzati, ecc.), ma non tengono conto degli arrivi “irregolari”, cioè di quei turisti che affittano la casa “a nero” o che vanno a dormire in campeggi non autorizzati, che sorgono come funghi nei pressi delle marine, nelle campagne e persino nelle periferie dei paesi.

Secondo le stime di Pugliapromozione, Gallipoli ha avuto – in tutta la stagione estiva – circa 500.000 presenze turistiche, ma confrontando i dati relativi ai consumi di energia elettrica, di produzione di immondizia e di consumo idrico, è stato stimato un flusso turistico di circa 2 milioni di persone.

Del resto il fenomeno degli affitti in nero è arrivato all’apice in questa stagione appena conclusa, tanto che a Gallipoli, ormai chiamata Capitale del turismo trash, affittano non solo gli scantinati, ma anche le terrazze delle case, a mo’ di campeggio.

LA NOTTE DELLA TARANTA

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La terza parte della stagione (20 agosto – 20 settembre) si è caratterizzata per un enorme picco di presenze fino al 24 agosto e per un lento e progressivo calo di presenze fino alla fine del periodo in esame.

Il motivo è sempre lo stesso da qualche anno ad oggi: la Notte della Taranta.

Quest’anno il “concertone” ha ottenuto numeri da record, con più di 150.000 presenze (l’anno scorso circa 130.000) ma ha di pari passo registrato una lunga serie di polemiche, non tanto (e non solo) per le scelte musicali (ormai noiose e culturalmente e musicalmente povere), quanto per le scelte politico-logistiche, volte – secondo molti – a far numero a scapito della vocazione turistica di un territorio che potenzialmente potrebbe attrarre turismo culturale ma che, invece, propende per il turismo di massa (con tutte le conseguenze del caso). Una lettera di una spettatrice del concertone ha raccontato, in modo semplice e chiaro, quello che il “concertone” è diventato.

Dunque, stando a ciò, seppur sia vero che il festival ha attratto numerosi turisti, è anche vero che i benefici connessi, per gli operatori economici del territorio, sono stati irrilevanti, mentre i problemi di ordine pubblico, di consumo di risorse, decoro e, infine, di immagine, sono stati molteplici.

I 20 GIORNI DI FUOCO…

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Massa ammassata

La stagione turistica appena conclusa ha visto, quindi, un aumento considerevole di presenze, concentrate (come sempre) nel mese di agosto, tanto che il Salento, ormai, è diventata la terra dei 20 giorni di fuoco, con buona pace di quelli che puntano alla destagionalizzazione e alla promozione delle città d’arte, dei borghi antichi e delle tradizioni “vive”.

…CON QUALCHE ECCEZIONE…

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Palazzo Risoli, Specchia

Certo non si può effettuare un’analisi del turismo in Salento soffermandosi solo sui problemi. Ci sono tante piccole realtà che, lavorando per conto proprio ed attuando lungimiranti politiche di promozione, hanno ottenuto notevoli risultati.

E’ il caso di Specchia, piccolo borgo del basso Salento che, in pochi anni, ha scalato la vetta dei 100 borghi più belli d’Italia collocandosi al 16° posto. E infatti Specchia è una delle mete più ambite dal turismo internazionale ed è capace di registrare presenze anche fuori dalla stagione estiva.

Questo perché? Ci sono tanti motivi, dalla cura del decoro urbano all’assenza di immondizia lungo le strade (piaga per molti Comuni del Salento), fino ad arrivare a progetti innovativi e in linea con il genius loci. E’ il caso dell’albergo diffuso, primo esempio in Italia di ospitalità diffusa ed integrata.

CI SONO DIFFERENZE TRA UN “SALENTO” E L’ALTRO…

Anche altre realtà del basso Salento conoscono un turismo più “tranquillo e rilassato”, complice anche l’interesse crescente dei VIP della televisione e del cinema. E’ il caso di Serena Dandini, che ha voluto ristrutturare una casa a Depressa o di Helen Mirren, che ha comprato e ristrutturato un’antica masseria nei pressi di Tricase, dove ha aperto anche un wine-bar in una vecchia farmacia in disuso. Helen ha saputo mettere in luce le bellezze e le contraddizioni del Salento. Ecco l’intervista:

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TERRA DI CONTRADDIZIONI…

Insomma, terra di contraddizioni il Salento. Se realtà come Gallipoli attirano il turismo trash, altre realtà hanno saputo conservare il proprio patrimonio culturale, paesaggistico ed ambientale e hanno saputo in qualche modo venderlo.

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Una elegante pajara ristrutturata nei pressi di Marina di Novaglie (LE)

DALLU JENTU ALLU DIVERTIMENTU

Si sa, il motto “Salento, sule mare e jentu” è andato in soffitta, insieme alle tarantate, ai canti alla stisa (il vero patrimonio musicale salentino, che molti gruppi di riproposta si vergognano a cantare sui palchi) e ai parcheggi liberi di Gallipoli in agosto, ma se un motto esce dalla porta, un altro entra dalla finestra: è Salento pizzica e divertimento. Già, perché l’offerta musicale e d’intrattenimento estiva è ampia ed articolata ed è rivolta soprattutto ad una fascia di turismo: i giovani 18-30 anni (alcuni solo alla ricerca dello sballo).

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Ehm…dovreste aggiornare la scritta sui tamburelli cinesi in vendita…

Il mare attira sempre, ma i milioni di turisti che hanno affollato Gallipoli quest’estate lo hanno fatto per una sola ragione: divertimento. E i lidi di Baia Verde sono ormai attrezzati da qualche anno per soddisfare questo genere di domanda. Certo la mattina si trova gente a dormire un po’ qua e un po’ la, e non solo a dormire…

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L’anno prossimo affittate le tende al posto degli ombrelloni

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…già, una tenda servirebbe proprio…

E’ TUTTA QUESTIONE DI PERCEZIONI

Cosa offre il Salento? Che tipo di turismo attrae?

E’ tutta questione di percezioni, prezzi e servizi offerti. Il trucco sta tutto qui.

La percezione che il Salento da di sé è di un territorio senza una chiara offerta turistica, capace di accogliere tutti (ma proprio tutti!), in equilibrio – però – tra il radical chic e il fricchettone.

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I prezzi, però, in alcuni casi sono tra l’elitario e lo snob, ma i servizi offerti spesso sono da turismo truzzo.

Quali sono i servizi che mancano? Secondo il nostro Report sondaggio – Il turismo in Salento il problema principale è la (quasi) mancanza di trasporti collettivi. Dunque come fa un turista che viene in aereo a girare per il territorio? Qualcuno potrebbe dire ci viene in macchina. E infatti questo è uno dei turisti-tipo che il Salento attrae: quello nazionale, per lo più locale, che si muove con l’auto.

E qui nasce uno degli altri problemi del Salento: la mancanza di parcheggi. Basta fare un giro per Gallipoli, Otranto o Porto Cesareo e si capisce subito che negli anni non è mai stata attuata una seria politica di mobilità locale. In altre parole mancano del tutto aree attrezzate per il parcheggio e, perché no, qualche navetta che porti la gente da e per il centro, decongestionando – così – il traffico cittadino.

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Ehm…non c’è posto nemmeno per una bici…

LA FINE DEL TURISMO BALNEARE (?)

Oggi esistono tante forme di turismo: da quello artistico a quello culturale a quello escursionistico a quello enogastronomico. Il Salento, per fortuna, potenzialmente può offrire varie forme di esperienze turistiche, perché qui da noi ci sta tutto: Natura, Arte, Cultura, Tradizioni, Cucina Tipica…

Ma…fino a pochi anni fa si è puntato soprattutto sul turismo balneare e le marine principali (Gallipoli, Porto Cesareo, Torre dell’Orso, le marine di Melendugno, Leuca) la facevano da padrone. Oggi non più.

Il turista di oggi è esigente. Non gli basta mica nuotare nel mare bello e pulito e cuocere al sole. Vuole altro: eventi di qualità e diversificati, servizi integrati, accoglienza e, magari, non vuole essere preso in giro.

Perché il turismo balneare sta soffrendo? Vediamo qualche esempio.

PORTO CESAREO E TORRE LAPILLO

portocesareo

Case affittate (spesso a nero) a 800-900 euro a settimana, con punte che arrivano fino a 1500 euro (con maggiorazioni di prezzo per le case con balcone, considerate “panoramiche”). Mare bello e pulito (ad eccezione di quello a ridosso del paese, dove ancora scarica la fognatura…) ma pochi servizi e disorganizzazione diffusa. Il servizio idrico, soprattutto in piena stagione, funziona a singhiozzo e spesso dai rubinetti non esce l’acqua.

Mancano aree di parcheggio attrezzate e infatti d’estate ci si può imbattere tranquillamente in una lunga coda (anche di 2-3 ore) alla disperata ricerca di un parcheggio. Le vie del centro sono spesso invase da auto, anche nelle ZTL (Zone a Traffico Limitato) e a controllare la viabilità ci pensano dei giovanissimi ausiliari del traffico (trovare un vigile d’estate è come vincere all’enalotto).

Infine il cartello degli eventi è molto risicato e si limita a concerti di cover band organizzati (per fortuna) da diversi locali del centro.

Torre Lapillo ha forse uno dei mari più belli d’Italia. Frazione di Porto Cesareo, d’estate conta tra i 20 e i 30.000 abitanti (d’inverno poco più di 400), ma non ha nemmeno una farmacia e i servizi pubblici sono ridotti all’osso.

In questo contesto è impensabile attuare politiche di prezzi tipo Porto Cervo, eppure ci sono bar che fanno pagare 10 cubetti di ghiaccio 3 euro.

OTRANTO

otranto

Uno dei paesi più belli del Salento. Centro storico meraviglioso, con il suo castello aragonese e la Cattedrale, di stile romanico, al cui interno è conservato uno dei mosaici più importanti al Mondo. In un contesto così avrebbe dovuto svilupparsi un turismo di qualità, ma la città ha sempre attuato una politica ambigua: da un lato ha attuato politiche di prezzi da capogiro, dall’altro ha favorito l’apertura di negozi di cianfrusaglie che sembra di stare al mercato. L’impressione, girando per Otranto, è di stare in una villa storica meravigliosa arredata con i mobili del mercatino delle pulci.

Ultima chicca è l’orrenda strada a quattro corsie che collega Maglie a Otranto e che disincentiva qualsiasi turista intelligente a percorrerla, quando una volta era una delle bellezze dei dintorni di Otranto, con i suoi ulivi secolari e i muretti a secco, oggi soppiantati dai guard-rail.

TORRE DELL’ORSO

torre dell'orso

Da decenni ormai meta fissa del turismo giovanile, alla ricerca di reggae, feste sulla spiaggia e vita notturna. E’ per questo che Torre dell’Orso non è un paese, ma un dormitorio estivo con poche case e tanti villaggi vacanza e campeggi. Finora era un punto di riferimento per la vita notturna e manteneva anche un’accettabile politica di prezzi, ma oggi molti giovani lo hanno sostituito con Gallipoli, molto più free e trendy.

IN CONCLUSIONE…

cattedrale Otranto mosaico Pantaleone

Chi va ad Otranto per vedere il mosaico di Pantaleone?

Per concludere, l’appena conclusa stagione turistica ha visto aumentare le presenze in alcune zone del Salento e ridurre in altre. Ma si tratta comunque di un turismo tendenzialmente “povero”, composto per lo più da giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni, con limitate capacità di spesa e con un generale disinteresse verso il territorio, l’Arte, la Cultura, l’Artigianato e l’Enogastronomia locale, cioè le peculiarità del Salento. Questo turista-tipo è solo alla ricerca di divertimento, vita notturna e, nei casi più estremi, sballo.

Bisogna capire se il Salento è in grado di continuare su questa strada.

Credo che il Salento sia uno dei posti più belli del Mondo ed è invece in grado di attrarre turismo di qualità. Ha anche le carte in regola per offrire servizi di alto livello (molte realtà private già lo fanno, soprattutto nel Sud Salento), ma finora non è stato capace di (ri)trovare la sua identità, andando allo sbando e non capendo le esigenze del mercato turistico di qualità, cioè di quello che porta soldi, a tutti e non solo ai lidi e ai venditori di vino in cartone.

Download

Report sondaggio – Il turismo in Salento

Prima volta in Salento? Guarda l’infografica!

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