Dati e commenti sul turismo in Salento 2013

Questa sintesi del turismo in Salento 2013 – in realtà – dovrebbe essere scritta tra un mese, viste le numerosissime presenze turistiche in Salento e a Lecce in particolare anche nel mese di settembre. Ma oggi abbiamo già sufficienti dati (raccolti tra numerose strutture ricettive dell’intera Provincia di Lecce) per fare un’analisi efficace della stagione estiva che si sta concludendo in questi giorni.

Divideremo, come sempre, la stagione in 3 periodi:
1) Giugno – prima metà di luglio
2) Seconda metà di luglio – prima metà di agosto
3) Seconda metà di agosto – settembre

turismo-salento-13-11) La prima parte della stagione estiva ha registrato (a differenza dell’anno precedente) un +15% di presenze turistiche, per lo più straniere (Germania, Francia, Inghilterra, Russia). Le maggiori presenze si sono concentrate nella città di Lecce, seguita in lontananza da Gallipoli e Otranto. In Europa la Puglia sta ritagliandosi un posto sempre meno marginale nell’industria della pubblicità turistica, considerato che “We are in Puglia” è la frase che più campeggia sugli autobus delle maggiori capitali europee, grazie ad una massiccia campagna pubblicitaria di Pugliapromozione.

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E ciò – unito al passaparola dei tanti salentini sparsi per l’europa – ha ottenuto come effetto un considerevole + 15% di presenze.
Dunque questo può considerarsi un vero e proprio turismo culturale, posto che i tanti turisti stranieri hanno scelto il Salento sulla base della promozione del territorio, dell’ambiente, dei borghi rurali e cittadini, nonché dell’enogastronomia. Insomma, i turisti che hanno affollato il Salento tra giugno e la prima metà di luglio erano qui per conoscere la città, i borghi, la storia e la cultura del territorio, la natura e i piatti tipici, non – quindi – per approfittare della movida gallipolina.

Inoltre si stima che tale tipo di turismo ha una capacità di spesa elevata, che va dalle 600,00 a 1.000,00 euro per una vacanza di almeno una settimana e che si distribuisce omogeneamente tra gli operatori economici del territorio (aziende agricole, ristoranti, artigiani, musei, guide turistiche, alberghi, resort, ecc.).

turismo-salento-13-22) La seconda parte della stagione estiva ha visto un netto incremento di presenze rispetto all’anno precedente, provenienti soprattutto dal Centro-Nord Italia, e questo è un dato interessante, posto che nel 2012 erano crollate le presenze di turisti provenienti dal Nord Italia. L’incremento è stimato intorno al 7% e Milano si classifica al primo posto tra le città che amano il Salento, seguita a ruota da Roma e da Napoli.
I motivi, in questo caso sono tre: Le sagre, la pizzica e la movida gallipolina.
Le sagre. Si vocifera che con la sagra te lu ranu di Merine (12-14 luglio) inizia in Salento la stagione delle sagre. Già, perché basta girare tra i paesi e per le statali e iniziare a vedere intorno manifesti monocolore (i più sboroni fanno i manifesti colorati 14 x 14 mt) con su scritto “sagra della melanzana” o “sagra della patata” o “sagra della sceblasti”. Beh, queste sono sagre “genuine”. La sceblasti è un pane molto saporito che si prepara a Zollino (e che d’estate si promuove meglio), la melanzana si mangia in estate, la patata tutto l’anno, ma in estate piace di più;) Insomma, a luglio si può assistere a sagre quasi “tradizionali”.
Il problema principale è che più si va avanti e più arrivano le sagre più strane, come la sagra de li piati nosci (la “sagra dei piatti nostri”, ma che significa?) o la sagra dei sapori di campagna (poca fantasia…). Insomma, nei primi 15 giorni di agosto è impossibile districarsi tra sagre storiche (e contingenti…) e sagre inventate di sana pianta quando le pro-loco hanno iniziato a capire l’importanza della sagra come attrazione turistica e mezzo per guadagnare qualche euro.
La pizzica. Qualcuno la chiama anche taranta. Ma per fortuna le tarante si nascondono bene nei campi paludosi (e di paludi, in Salento, ne sono rimaste poche) e proprio non sopportano il ritmo incessante del tamburello…
Insomma, la pizzica è la musica che più attira i giovani di mezza Italia. Secondo le stime, sin dal 10 agosto, si registra un’impennata di presenze turistiche, stavolta sparse per l’intero territorio salentino, non solo sulle località di mare (Torre dell’Orso e San Foca in primis), ma anche nell’entroterra, in meravigliosi borghi come Specchia, Sternatia, Tuglie, Leverano (località più economiche ma sempre vicine al mare). Il turista tipo, in questo caso, è giovane, si ferma non più di 7 giorni ed è intenzionato a spendere meno di 300 euro, incluso il biglietto del treno di andata e ritorno. La pizzica lo attira per la sua musica coinvolgente, che induce a ballare. Lo attira anche la gente, il casino, l’ambiente molto free e popolare, il bivacco e la possibilità di conoscere ragazze (in posti affollati riesce meglio).
In sintesi, la pizzica attira ed è per questo che nel giro di 5 anni si sono formati circa 150 gruppi di “pizzica” che conoscono si e no 10 canti e non sanno di spacciare per “tradizionali” canti scoperti o modificati di recente…

La movida gallipolina. Chiacchiere a parte, ciò che più attira il “turismo di massa” è Gallipoli. La città bella non attrae per il suo barocco e il suo centro storico tentacolare, nemmeno per la chiesa della purità o per la fontana greca. No. Ciò che attrae i giovani (e le giovani) tra 20 e 35 anni è una cosa sola: Baia Verde, cioè una distesa di spiaggia dove ogni 3 metri c’è un lido, che ogni pomeriggio fa aperitivi, mette musica e fa divertire sotto il sole, mentre ogni sera organizza una festa, con musica, dj, ospiti speciali, grandi nomi (Umberto Smaila ha aperto un locale a Baia Verde). Insomma, ogni 3 metri c’è musica, gente, alcool, qualche rissa e qualche preservativo gettato sulla sabbia.
In poche parole: Gallipoli (Baia verde in particolare) è l’Ibiza del Sud Italia…

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3) I primi giorni della terza parte (metà agosto – fine agosto) sono uguali a quanto appena detto. Poi arriva quel periodo tra il 18 e il 22 di agosto che vedi le spiagge più vuote e pensi “è finita l’estate…”. Ma poi ti ricordi di una cosa: azz, c’è ancora la Notte della Taranta!
Già, perché dal 23 agosto in poi vedi le spiagge più piene e capisci che il turismo è aumentato, ma qui si tratta di un turismo “contingente”, che dura dai 2 ai 3 giorni: i casinisti della Notte della Taranta.
Si, è vero che il Festival “La Notte della Taranta” è iniziato il 6 agosto ed è finito il 21 agosto, ma i ragazzi che si vedevano lì sono quelli che son venuti per la pizzica, ed è naturale che si ritrovino a seguire le varie tappe del festival. Insomma, per questa gente una sagra o la tappa della Notte della Taranta è più o meno la stessa cosa.
Insomma, la Notte della Taranta fa impennare le presenze turistiche in Salento, si parla del + 25%, di cui il 24% si concentra tra Melpignano, Castrignano e Cursi. Questa massa di gente popola lo spazio antistante il Convento degli Agostiniani di Melpignano sin dalle 12 di mattina, con tende e accampamenti vari, intorno al primo pomeriggio inizia qualche accenno di tamburelli, fino alle 19:00, quando sul palco compaiono i primi gruppi, e lo spazio si popola. Intorno alle 22:00 già si vede la massa di gente e a mezzanotte inizia la seconda ondata, che resiste fino alle 3 del mattino. Dalle 3 fino alle 6 c’è ancora gente. Questa massa di gente attira altra massa, e infatti quest’anno il festival ha registrato più di 130.000 persone. Dopo rimane la spazzatura (quintali) e i bar e i venditori di tamburelli cinesi molto soddisfatti. Il resto degli abitanti e degli operatori economici avrà solo visto un paese sporco e le tasche vuote. Ah, questa è stata la peggiore edizione di sempre. Ma tanto…chi ha ascoltato la musica sul palco? Forse solo qualche critico. Perché i 130.000 erano rimbabiti e chi guardava il festival su SKY Cielo ha visto solo interviste insulse, qualche pettegolezzo sugli ospiti (stile Sanremo) e ha pensato che il festival fosse terminato a mezzanotte (hanno invece suonato fino alle 3:30).
In poche parole, la Notte della Taranta continua a far danni al territorio e a portare pochi benefici.

Ricapitolando: Nel complesso il turismo in Salento è cresciuto del + 7-8% e il trend è in crescita. Il turismo culturale ha portato in termini di PIL più del turismo di massa, portando una ricchezza più diffusa (non solo alle strutture ricettive, ma ad artigiani, imprese agricole, musei, ecc.). Ma il Salento continua ad assistere alla costruzione di nuove strade, nuovi villaggi vacanze, nuovi lidi, nuove case (per non parlare dei gasdotti (TAP) e dei parchi fotovoltaici ed eolici che deturpano l’ecosistema e il paesaggio salentino), puntando – quindi – su una ricchezza minore e meno diffusa (a goderne sono i lidi, i campeggi, i villaggi vacanze di bassa categoria, i supermercati…e le aziende di nettezza urbana…). Insomma, in poche parole il turismo culturale porta più soldi ed è più rispettoso, ma i politici e buona parte degli imprenditori puntano sul turismo di massa, che porta disagi, produce immondizia, non spende e non apprezza. E per loro vengono progettate e realizzate strade a 4 corsie, che distruggono ciò che invece attira il turismo facoltoso: la Natura e l’ambiente.
In questo periodo in Salento si discute sul modello di offerta turistica da inseguire: puntare sul turismo culturale o continuare a perseguire il modello del turismo di massa, ma Rimini ci ha già ammonito e Ibiza fa venire la pelle d’oca. Allora, voi da che parte state?

Scarica il report del sondaggio “Il turismo in Salento”

Prima volta in Salento? Guarda l’infografica!

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