La storia del Salento

GLI SVEVI NEL SALENTO E FEDERICO II

Il Castello di Oria

Il Castello di Oria

Costanza sposò dunque Enrico VI di Svevia ed ebbe come figlio uno dei personaggi più grandi della storia: Federico II di Svevia, le cui sorti sono indissolubilmente legate alle sorti del popolo svevo.

Federico diede lustro al Salento (suo è il famoso castello di Oria) e a tutto il Meridione. Con il regno degli Svevi il Salento visse, dal 1194 al 1266, l’ultima e più esaltante stagione della propria storia.

Federico, chiamato stupor mundi (meraviglia del mondo) o puer Apuliae (il bimbo di Puglia) fu praticamente imperatore del Mondo: Re di Sicilia (dal 1198 al 1250), Duca di Svevia (dal 1212 al 1216), Re di Germania (dal 1212 al 1220) e Imperatore del Sacro Romano Impero (incoronato ad Aquisgrana nel 1215 e poi a Roma dal papa nel 1220), infine re di Gerusalemme (dal 1225).

Nel 1231 Federico II emanò la prima Costituzione della storia: la Costituzione melfitana. Lo fece a Melfi, in Basilicata e lo fece per regolare diversi aspetti della vita civile del suo Regno. La sua fu una rivoluzione, che tutti gli storici riconoscono come tale. Per esempio, in quelle tavole Federico II fissò per la prima volta nella storia i termini della sepoltura, della macellazione e della macerazione e stabilì i termini precisi dei maceratoi che nel Salento malarico divennero peschiere per l’immissione di specie ittiche riservate alla tavola del potente del luogo, con funzione però insettifuga.

Delle peschiere, geniali invenzioni, ormai non resta traccia in Salento, ma ne troviamo ancora due: a Minervino di Lecce e a Lequile, nella Valle della Cupa.

Ma le tavole melfitane contenevano numerose norme anche per contenere lo strapotere dei signori locali, che gestivano a proprio piacimento i territori di competenza. Federico II pose un freno a questo dilagare e lo fece in una sorta di Costituzione, la prima della storia.

L’ordinato e pacifico governo di Federico II diede vita, a Palermo, alla Scuola Siciliana, filone filosofico-letterario che produsse svariate opere, correnti linguistiche e posizioni filosofiche, tanto che, se il governo di Federico II fosse durato più a lungo, sarebbe diventata la scuola linguistica per eccellenza e avrebbe influenzato per sempre la futura lingua italiana. Del resto le influenze iniziarono a sentirsi nel Meridione e nel Salento in particolare. Questo ponte ideale tra la Sicilia ed il Salento è testimoniato dal fatto che i due dialetti sono molto simili, hanno, insomma, un ceppo comune.

2018-11-24T19:42:08+00:00