La storia del Salento

LA REPUBBLICA NERITINA

Nardo salento laputea
Nardò, Piazza Salandra

Quella di Nardò, invece, è una storia che merita di essere raccontata un po’ più a lungo.

A Nardò, sulla spinta dei movimenti operai e contadini, nacque la Lega di Resistenza dei Contadini, il cui animatore fu il neritino Eugenio Crisavola, il quale chiese ai proprietari terrieri solo migliori paghe e prezzi più bassi. Si, perché dovete sapere che i contadini non solo ricevevano paghe da fame, ma erano costretti a comprare l’olio e altri beni alimentari a prezzi esagerati, in quanto non avevano diritto a trattenere una parte del raccolto; per di più i padroni (che spesso erano anche padroni di casa…) imponevano per le catapecchie date in affitto prezzi altissimi (la cosa mi ricorda un po’ la recente cronaca locale dei migranti della masseria Boncuri, sempre a Nardò…).

I padroni prendevano tempo, e comunque non ne volevano sapere, e fu così che il 9 aprile 1920, in uno sciopero in cui partecipò tutto il popolo, si mise in pratica una strepitosa azione, degna dei più grandi generali: isolare la città, disarmare i carabinieri e prendere il controllo del governo, e fu così che tra gli scioperanti nacque l’idea di proclamare, a battaglia vinta, “La Repubblica Neritina”, retta dai proletari rivoluzionari.

Il giorno dopo ben 5000 persone si ritrovarono nelle strade, festanti. Aprirono le porte di Palazzo Personé (l’attuale sede del Comune) e ne estrassero pane, formaggi, salumi, tutto distribuito al popolo. Fu una mezza giornata di festa. Si, mezza, perché nel pomeriggio arrivarono i carabinieri con l’ordine di riprendere il controllo della città. Messi alle strette dai manifestanti, i carabinieri stavano per arretrare quando uno di loro gettò tra la folla una bomba a mano: 6 morti.

Alla fine, tra una cosa e l’altra, i carabinieri riuscirono ad arrestare diverse persone e a riprendere il controllo di Nardò.

E la vicenda si concluse con una repressione durissima da parte dei padroni. Vi risparmio i particolari, alla lettura potrebbero esserci delle persone suscettibili. Questi bravi signori, dopo la repressione (fatta nell’indifferenza delle forze dell’ordine) pensarono bene di indire una manifestazione…e difatti sfilarono per la città come a dimostrare che erano sempre lì, nonostante le rivolte, che nulla sarebbe cambiato rispetto al passato.

Ah, alcuni di loro si riunirono nel palazzo del comune e fondarono il “fascio d’ordine”. Già, perché sta arrivando il fascismo.

2018-11-24T19:42:08+00:00