Le origini del pumo pugliese

La vera storia del pumo pugliese

detto anche pomo oppure pigna

Pumo pugliese in ceramica

Il termine pumo sicuramente deriva dal latino pomum, cioè frutto, e si ricollega al culto della dea Pomona, antica divinità romana dei frutti non solo di quelli che crescono sugli alberi, ma anche dell’olivo e della vite. In alcuni dialetti pugliesi, facendo riferimento a questi decori, si usa dire Pumo dè fiure cioè bocciolo di fiore. La forma dei pumi in ceramica è simile a quella dei boccioli che stanno per schiudersi e per far fiorire una nuova vita. I pumi, difatti, sono simbolo di prosperità e di fecondità ma anche di castità, di immortalità e di resurrezione. Nella cultura popolare meridionale il pumo pugliese ha anche funzione apotropaica e propiziatoria di buon auspicio in difesa del male.

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Il pumo sui palazzi

Questi significati simbolici molto radicati nella cultura tradizionale pugliese spiegano la presenza numerosa di questi vezzi sulle facciate dei palazzi signorili più maestosi ma anche su quelli più semplici. Ciò perché secondo la tradizione il pumo serve a scacciare il male e portare fortuna sin dall’esterno della casa. Ovviamente solo i più facoltosi potevano permettersi i pumi in ceramica (o in altri materiali), ma con il sopraggiungere del benessere più diffuso, anche i meno facoltosi potevano permettersi un lusso simile. Ecco perché più è complesso il pumo e più viene esternata la ricchezza della casa. Difatti maggiori sono le foglie del pumo e maggiore è la prosperità che la famiglia dimostra di possedere o spera di ottenere.

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La pigna

Negli ultimi decenni il pumo ha assunto la forma della classica e conosciuta pigna. La superficie, in questo caso, non è completamente liscia ma scabra come quella di una pigna, rendendolo un oggetto sempre più complesso e raffinato, ma la cui simbologia resta intatta, come una volta.

2018-12-05T18:38:29+00:00