Artigianato | Ferro battuto e Rame Rosso

Ferro battuto e Rame Rosso

Due antichissime lavorazioni del Salento

ferrobattuto

In antichità il ferro era ritenuto un materiale meno pregiato rispetto al rame, perché era considerato meno resistente per la fabbricazione di armi e utensili da lavoro. Ma presto si scoprì che bastava portarlo ad altissime temperature, lavorarlo e subito raffreddarlo con l’acqua per farlo diventare resistente e duro come la roccia. E da quel momento venne utilizzato per tantissime applicazioni.

Da allora si iniziò pian piano a credere che il fabbro fosse uno stregone, in quanto riusciva, con le sole mani e pochi arnesi, a piegare il ferro, dandogli le forme più disparate. In particolare era la forma a spirale che suscitava le curiosità e stimolava la fantasia della gente.

Ciò deriva dalla mitologia greca, in particolare dalla figura di Efesto, dio del fuoco, dei metalli e dell’arte di forgiarli, il quale regnava sui vulcani, le sue officine, e lavorava a stretto contatto con i Ciclopi.

Si racconta che quasi tutte le armi che creava erano dotate di poteri magici e molto spesso queste finivano in mano ai più grandi eroi della mitologia greca, tra cui spiccano Achille (per cui realizzò l’armatura e lo scudo), Ercole (per cui realizzò i battacchi di bronzo) ed Enea, che ricevette in dono l’elmo e la corazza.

Oggi lu firraru (il fabbro) non è un artigiano, è un artista. L’artigianato artistico nel ferro battuto è molto diffuso in Salento. Per secoli l’arte del ferro battuto ha abbellito i palazzi del Salento e oggi molti artigiani continuano a farlo, arricchendo la produzione di manufatti classici, moderni e dalle linee originali, sempre come un tempo: con forgia, incudine e martello.

Lampada Ouverture in ferro battuto

Lampada Ouverture in ferro battuto e vetrofusione


Rame rosso

Fase di lavorazione del rame

In Salento è rimasto un solo artigiano del rame rosso.

Secondo una recente indagine condotta dalla trasmissione Sky Botteghe & mestieri (che ha girato l’Italia alla ricerca dell’artigianato tipico), gli artigiani del rame rosso si possono contare, in tutto il territorio italiano, sulle dita di una mano. Quello del ramaio è un mestiere che sta scomparendo, a causa dei costi elevati della materia prima e dall’assenza di politiche di tutela da parte delle Istituzioni.

Quello del ramaio è un mestiere antico. Un intero stadio dell’evoluzione della civiltà umana era chiamato età del rame (metà del III millennio a.C.) in cui la lavorazione della pietra e dell’argilla è stata arricchita dalla produzione di manufatti resistenti ed utili a numerose attività. Sono giunti intatti fino a noi oggetti in rame costruiti circa 10.000 anni fa.

La composizione chimica del rame fa si che esso sia un materiale utilizzato per ogni genere di applicazione, compresa quella alimentare, tanto che le sue proprietà sono ideali per la cottura dei cibi, difatti dopo l’oro e l’argento, è il metallo a maggior conduttività termica, proprietà fondamentale nella fase di cottura delle pietanze.

Il calore, infatti, riesce a distribuirsi molto più uniformemente sulla superficie della pentola in rame, garantendo una cottura più omogenea del cibo.

Il rame ha inoltre elevate proprietà antimicrobiche, tanto che è massicciamente utilizzato per applicazioni che vanno da prodotti antisettici e antimicotici, a dispositivi medici e prodotti per l’igiene orale dall’industria farmaceutica, nonché in altre applicazioni, quali la distribuzione dell’acqua, i sistemi di ventilazione e condizionamento.

Secondo un recente studio effettuato dall’Università di Southampton, lo stafilococco – batterio causa di numerose infezioni – risulta completamente inattivo dopo solo 90 minuti sul rame, mentre non risultava affatto influenzato dall’acciaio inossidabile, ossia dal materiale comunemente utilizzato – in lega con altri materiali – nelle nostre cucine.

Inoltre presenta un grado di purezza che raggiunge il 98,9%.

Cos’è il grado di purezza? E’ la percentuale effettiva di un certo componente in una miscela. Dunque in una pentola di rame troverete…il rame e basta!

Molti materiali hanno una composizione chimica che presenta materiali in diversa percentuale. Ad esempio lo stesso oro viene lavorato in lega con altri materiali per conferirgli una maggiore resistenza meccanica. Il rame no. Come si trova in natura così viene lavorato.

Uno dei rituali delle donne salentine riguarda le focare di Sant’Antonio, la più celebre delle quali è quella di Novoli, dove è usanza – a focara accesa – prelevare i tizzoni roventi e portarli nei bracieri delle proprie case, fatti in rame o in ottone, come segno di buon augurio per l’anno appena iniziato.

Insomma, il rame oggi è nello stesso tempo un materiale pregiato e un simbolo vivo della tradizione contadina.

2018-12-08T15:01:48+00:00