Come riconoscere la vera pietra leccese

Spesso i nostri Clienti ci chiedono come fare a riconoscere la vera pietra leccese da quella di imitazione.

Se stai leggendo quest’articolo è perché anche tu hai questo dubbio o, forse, perché non hai mai sentito parlare di imitazione della pietra leccese e l’argomento t’incuriosisce.

gufo in pietra leccese

Voglio raccontarti una storia, così saprai perché anche la più popolare pietra del Salento è diventata oggetto di massiccia imitazione, tanto che oggi è difficile, per i non addetti ai lavori, riconoscerla.

Siamo intorno al 2000. Il Salento inizia a sentire i primi effetti del turismo. Non è ancora turismo di massa, ma è un turismo comunque crescente e diversificato: culturale, enogastronomico, religioso, etnico (iniziano in quel periodo la Notte della Taranta e tante sagre famose) e, ovviamente, quello balneare.

Nei principali luoghi turistici si vedono tante bancarelle di giovani artisti e artigiani che mettono in mostra i propri lavori: sculture, lampade, souvenir, tutti rigorosamente fatti a mano. I turisti apprezzano l’artigianato locale e gli artigiani sono soddisfatti dalle vendite, tanto che fu proprio in quel periodo che molti giovani iniziarono ad interessarsi all’artigianato e iniziarono a sorgere diverse botteghe artigiane, non solo di pietra leccese, ma anche di terracotta, cartapesta, legno…

Questo “stato di grazia” durò pochi anni. Siamo ora intorno al 2005-2006. Basta fare un giro per le principali marine del Salento (Leuca, Torre dell’Orso, Porto Cesareo, Gallipoli) e vedere che accanto alle bancarelle dei giovani artigiani, con i loro pochi pezzi prodotti a mano, sorgono bancarelle piene zeppe di oggetti in pietra leccese, tutti uguali e tutti venduti alla metà del prezzo praticato dai piccoli vicini. Che poi, si chiedono gli artigiani, “quanto ci hanno messo a fare questa marea di prodotti a mano?”

Da allora queste bancarelle divennero sempre più frequenti e si sparsero in tutto il Salento, fino ai giorni nostri, in cui gli stessi, identici prodotti in pietra leccese, si trovano su bancarelle, stand e persino nei negozi di tutta la Provincia.

intaglio-lampada-pietra-leccese-stampo

Dove ho visto lampade con questo intaglio? Ah si, a Lecce, Otranto, Gallipoli, Leuca, Porto Cesareo, Roma, Bologna, Torino, Milano…mio zio ne ha 25 uguali in casa…

MA COS’È LA PIETRA LECCESE?

E’ una pietra marina, sedimentaria, di origine organica, frutto della sedimentazione di resti marini durata milioni di anni e assume colori, durezza e consistenza diversi a seconda del luogo di estrazione. La pietra di Cursi, per esempio, è più malleabile rispetto a quella di Galugnano e si presta ad essere utilizzata per piccoli oggetti, mentre la pietra di Galugnano, più dura e consistente, è ideale per opere più grandi (sculture, edilizia…). Esiste anche la pietra leccese nera, la cui estrazione è talmente ridotta da essere sconosciuta ai più.

IN CHE CONSISTE L’IMITAZIONE DELLA PIETRA LECCESE?

inseparabili-polvere-pietra-leccese-stampoCome detto, da quando il turismo in Salento è divenuto di massa, molti operatori economici hanno iniziato a fiutare l’affare dell’artigianato e il mercato dei souvenir. Ma c’era un intoppo: l’artigianato vero ha alti costi di produzione. La pietra leccese ha un alto costo, poi va intagliata, scolpita, lasciata asciugare, poi va ripassata e rifinita. Per creare un piccolo oggetto a volte servono molte ore. Per non parlare dello studio di design che c’è dietro un’opera, anche piccola.

Ecco che alcuni imprenditori senza scrupoli importano dalla Cina gli stampi dei souvenir più quotati: lampade, animaletti e, soprattutto, i famosi Inseparabili (o Innamorati) e poi gli operai non fanno altro che applicare sullo stampo un po’ di colla e polvere di pietra leccese e il gioco è fatto. Lo stampo cinese sembra effettivamente un oggetto in pietra.

Le stesse persone, poi, dato che sono prive d’inventiva, acquistano i veri prodotti artigianali, fanno realizzare degli stampi e immettono lo stesso identico oggetto sul mercato, danneggiando così la vera produzione artigianale e copiando senza pudore le opere inventate da altri. E’ una pratica comune nel Salento, dove purtroppo alla cooperazione si sostituisce sempre la regola del futti cumpagnu (ergo: frega il prossimo tuo).

MA COS’È LA POLVERE DI PIETRA LECCESE?

E’ la polvere di risulta del taglio dei blocchi di pietra. In altre parole nelle cave, durante il taglio della pietra, si forma molta polvere, che poi viene accantonata negli angoli delle cave. Da diversi anni – stranamente – le cave hanno iniziato a vendere la polvere che prima regalavano o gettavano via (la domanda di polvere, quindi, è aumentata…).

QUINDI COME RICONOSCO UN OGGETTO IN VERA PIETRA DA UNO STAMPO IN POLVERE DI PIETRA?

Teoricamente non è facile, e lo è ancor meno se si acquista su internet, in cui ci si affida solo alle foto e alle descrizioni, ma ci sono alcuni trucchi per riconoscere la vera pietra dagli stampi. Eccone alcuni:

1. Confronta sempre due pezzi dello stesso modello. Analizza i particolari. Se sono davvero identici, allora sono stampi in polvere (nell’artigianato un pezzo non è mai è identico all’altro);

2. Senti il peso. La pietra leccese pesa, mentre gli stampi, essendo fatti in materie plastiche (se non con intrugli di materiali tossici…) sono decisamente più leggeri. Ora sai perché molti oggetti sono collocati su basi in pietra di carparo (così aumenta il peso e si ha l’impressione che sia un oggetto artigianale);

3. Lascia la polvere in mano? Tocca l’oggetto, deve impolverare un po’. Se al tatto non senti la polvere rilasciata dalla pietra, allora desisti! Gli oggetti fatti in polvere di pietra, invece, sono composti da colla e polvere, quindi il risultato finale lo sentirai liscio al tatto e, dato che la colla rende compatta la polvere…l’oggetto non lascerà polvere!

4. Solo per le lampade: nota gli intagli della pietra. Se sono perfettamente geometrici e lineari, non sono fatti a mano. Poi fai un giro sul web e cerca le varie lampade, non vedi che molte sono identiche nonostante siano vendute in diversi shop?

Sia chiaro, vendere prodotti fatti a stampo è una pratica comune, che abbatte i costi e permette una produzione più veloce. L’importante è che ti venga detto e che non spaccino quei prodotti per prodotti artigianali, in pietra. Perché l’artigianalità è limitata (ossia il lavoro a mano consiste nel colare il materiale nello stampo) e di pietra…neanche l’ombra.

Ora, dopo aver letto l’articolo, davvero credi che sia un affare spendere poco e avere un souvenir in falsa pietra leccese, per giunta senza nemmeno saperlo?

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2018-12-07T17:41:43+00:00