I 10 luoghi del Salento da vedere assolutamente

I 10 luoghi del Salento

Che devi vedere assolutamente nella tua vita

La pianura salentina è un territorio affascinante e ricco di posti incantevoli, ma ci sono 10 luoghi del Salento che proprio non puoi non vedere nella tua vita. Sono posti ricchi di fascino, qualcuno anche di storie, leggende e aneddoti curiosi. Vediamoli subito!

1. Specchia

specchia castello

Uno dei 100 borghi più belli d’Italia (secondo il club dell’ANCI I Borghi più belli d’Italia), ma non solo. Nel 2013 ha ricevuto l’ambito riconoscimento di “Gioiello d’Italia” e nel 2007 il progetto EDEN del Governo Italiano l’ha riconosciuto come migliore destinazione rurale emergente. 

Specchia, uno dei luoghi del Salento più suggestivi, sito nel Capo di Leuca, è un paese a destinazione agricola, ma negli ultimi decenni ha visto aumentare esponenzialmente il turismo, anche grazie all’innovativo progetto dell’Albergo diffuso, che prevede l’uso di case e palazzi del centro storico a mò di albergo. Insomma, tutto il paese di Specchia è una grande struttura ricettiva. 

Il nome ha un’origine curiosa. Specchia è situata su di una collinetta e in passato la sua posizione aveva un vantaggio e uno svantaggio. Lo svantaggio era dovuto al fatto che era difficilmente raggiungibile, quindi la popolazione ha vissuto per secoli senza grandi comunicazioni con l’esterno. Ma il vantaggio stava nel fatto che la sua posizione la rendeva una sorta di roccaforte, difficilmente espugnabile da parte delle invasioni turche. Infatti Specchia prende il nome dalle antiche costruzioni – le Specchie, appunto – che in passato avevano una funzione difensiva e magico-rituale. Approfondisci.  


2. Il Bosco dei Fanciulli e delle Ninfe di Giurdignano

bosco fanciulli ninfe giurdignano

Sperduto tra le campagne di Giurdignano – Palmariggi – Giuggianello potresti trovare qualche masso gigantesco e antropomorfo. Se poi ci vai di sera, rischia di essere persino spaventoso. Sono solo pietre, ma dense di mistero e ricche di leggende. 

Si dice che questa zona sia stato lo scenario di epiche battaglie tra Ercole e i Giganti. La storia, anzi, la leggenda, è quella della Gigantomachia, nata per colpa del fatto che Gea e i Titani vollero sfidare gli dei dell’Olimpo e ingaggiarono ben 24 giganti con lo scopo di spazzare via tutti gli dei. Questi non riuscirono a tener testa ai giganti e si rivolsero a Ercole. Uno degli scenari della battaglia fu proprio il Bosco dei Fanciulli e delle Ninfe, dove Ercole, mentre prendeva a calci un Gigante, perse un piede. Il piede di Ercole. Sta ancora lì. 

Ma c’è un’altra leggenda curiosa. E’ quella della Vecchia. E di un masso. Il masso della vecchia. Già, in quel bosco c’è un enorme masso con una cavità sulla parte superiore, chiamato il cuscino della vecchia. Lì, quindi, riposava ogni notte questa vecchia strega che aveva il compito di sorvegliare la zona, ma non solo. Era anche un po’ dispettosa. Ogni volta che la incontravi ti faceva una domanda. Se rispondevi in modo corretto ti regalava una gallina con sette pulcini d’oro, ma se rispondevi in modo sbagliato ti trasformava in pietra. 

Il bosco è chiamato “dei fanciulli e delle ninfe” perché in antichità era una delle dimore di splendide Ninfe e di imberbi fanciulli che lì avevano trovato la loro dimora. La sacralità del luogo è dimostrata dal fatto che nelle vicinanze sorgono diversi Dolmen e Menhir che, secondo le leggende, venivano impiantati in luoghi dove le energie positive erano forti. Sarà per questo che il Bosco dei Fanciulli e delle Ninfe ti fa sentire meglio. Approfondisci.


3. Acaya

acaya castello

Ha solo 450 abitanti e ogni volta che ci vai ti sembra di tornare nel Medioevo. Le sue mura si ergono su tutto il paese e intorno vedi solo campagna, ulivi, muretti a secco e pietre antiche. Il castello di Acaya è uno dei più bei castelli della Puglia ed è sede di numerose attività culturali. Risale al 1535, quando Gian Giacomo dell’Acaya volle costruirlo per difendere Lecce dalle incursioni turche provenienti dall’Adriatico.

Il paese, oltre ad essere bello, è anche sede della chiesetta della Madonna della Neve, del 1420, ma riedificata alla fine dell’Ottocento. La cosa curiosa è che questa chiesetta è dedicata a Santa Maria della Neve. Niente di particolare, se non fosse che in Salento non nevica (quasi) mai. La cosa curiosa è che nelle vicinanze di Acaya era situata una neviera, che forniva neve a tutto il comprensorio. Già, in Salento si produceva neve, per curare diverse malattie. Ecco perché la Chiesa è intitolata alla Madonna della Neve. Approfondisci sulle Neviere.  


4. Porto Selvaggio

porto selvaggio

Si chiama così perché tra i luoghi del Salento è il più selvaggio, dove la Natura la fa ancora da padrona. Ricade nel territorio del Comune di Nardò e si incontra facilmente percorrendo la litoranea Gallipoli – Porto Cesareo. Porto Selvaggio è incantevole e ricco di piante della Macchia Mediterranea, alcune molto rare. Intorno a Porto Selvaggio troviamo alcuni posti degni di nota, tra cui la torre di Santa Maria dell’Alto, Torre Uluzzo e la Palude del Capitano.

Partiamo dalla Palude del Capitano. Secondo la leggenda, un vecchio capitano di mare decise di costruire la sua casa proprio intorno a quella palude e restò lì fino alla morte. Ora di quella vecchia casa resta solo qualche rudere. 

Baia Uluzzo (da cui la torre prende il nome) è invece nota per un’altra cosa: qui nasce il primo Homo Sapiens d’Europa. Già 45.000 anni fa il primo Homo Sapiens d’Europa si stabilì in questa zona, precisamente nella grotta del Cavallo (a due passi da Torre Uluzzo) e diede vita a quella che gli studiosi chiamano Civiltà Uluzziana. Mica poco! 

Porto Selvaggio fa parte dei “100 luoghi da salvare” del FAI


5. Piazza Duomo a Lecce

piazza duomo lecce

In realtà Lecce è tutta bella, ma vedere il Duomo, soprattutto di sera – con le luci accese e la luna di sfondo – è un’emozione incredibile. E’ consigliabile vederla durante la settimana (esclusi il sabato e la domenica!) così trovi molta meno gente e ti puoi godere in silenzio quel popò di Piazza. 

La prima cattedrale fu costruita nel 1114 dal Conte Normanno Gaufrido, poi però crollò nel 1230. Tra vicende alterne dobbiamo attendere il 1656 quando il Vescovo Pappacoda da incarico a Giuseppe Zimbalo di costruire la nuova chiesa. Ed eccola qui. Tra le varie statue presenti nelle nicchie sulla facciata laterale della chiesa troviamo anche quella di San Gennaro, voluta dal Vescovo Pappacoda (di origini napoletane). 

L’aspetto particolare del Duomo (che pochi sanno) è che la facciata che troviamo entrando in Piazza Duomo non è quella centrale, ma quella laterale. La facciata centrale è quella dirimpetto all’ex Seminario, quindi quella che si vede di lato.

C’è un aspetto curioso che riguarda l’interno della Chiesa. Alle spalle dell’Altare maggiore, sulla sinistra, vi è una strana lampada, posta dove la leggenda vuole sia sepolto Sant’Oronzo. Si dice che l’olio della lampada fosse miracoloso. E infatti Carlo di Borbone, quando venne in visita a Lecce, ricevette in dono l’olio benedetto, si unse e guarì da una malattia. Ed è per questo che nel 1743, per riconoscenza, fece collocare nel Sedile (accanto all’Anfiteatro romano) una targa in pietra di ringraziamento (la vedi sulla destra, entrando nel Sedile). 


6. Il Mosaico della Cattedrale di Otranto

Mosaico otranto

Se il mistero è la tua passione e svelare i segreti più arcani è il tuo vizio più inconfessabile, allora sei nel posto giusto. Nessuno, finora, è mai riuscito a capire cosa si nasconde dietro il Mosaico della Cattedrale di Otranto. Realizzato tra il 1163 e il 1165 dal monaco basiliano Pantaleone, è il più grande mosaico d’Europa e quello con il maggior numero di simboli sia cristiani che pagani. La base dell’opera è l’Albero della Vita, che si dipana lungo la Navata principale della Chiesa, poi troviamo le storie della Bibbia: la cacciata di Adamo ed Eva dall’Eden, la costruzione dell’arca di Noè, Caino e Abele, la Torre di Babele, Salomone e la Regina di Saba.

Ma a un certo punto incontriamo alcuni protagonisti delle leggende medievali: Re Artù e Alessandro Magno, accompagnati da personaggi dei miti pagani, come Sansone, Diana, Atlante. Dentro una serie di cerchi sono rappresentati i dodici mesi dell’anno con i lavori relativi alle diverse stagioni, cioè la vita terrena e quotidiana. Altrove è evocata la vita nell’aldilà, l’Inferno e il Paradiso. In altri sedici medaglioni è racchiuso un intero bestiario medievale di ambigui significati simbolici, mentre scorrazzano come in un libero zoo della fantasia animali domestici,  feroci, esotici, mostri bizzarri.

Un altro aspetto curioso del mosaico è che le radici dell’Albero della Vita non affondano nella terra ma sono sollevate da due elefanti, uno maschio e l’altro femmina. L’elefante è sempre stato considerato un animale forte e resistente, sulle cui spalle si reggono gli imperi orientali, ma che ci fa nel mosaico un “gatto con gli stivali”?  E perché troviamo un centauro barbuto con una scacchiera sulla testa? Che cosa significa la scritta pasca accanto ad un grifone alato? 

Nessuno è mai riuscito a spiegare il significato di questi simboli e personaggi, ma per cercare di capire qualcosa, bisogna capire il contesto. Siamo a metà dell’XI secolo quando Otranto, prima terra di Bisanzio, e capoluogo importante di provincia, viene ridotta in schiavitù dai Normanni. Dolorosamente costretta a rinunziare al rito greco, peraltro segretamente conservato dai frati del Monastero di San Nicola di Casole, in favore del rito latino, ridotta al rigido schema del feudalesimo, Otranto viene umiliata nella sua antica ed identitaria civiltà. Ma l’Arcivescovo Guglielmo regala ai suoi concittadini qualcosa di glorioso, sublime e salvifico: la Cattedrale e il suo Mosaico. Ecco che forse il Mosaico rappresenta, in chiave quasi fumettistica, il Bene e il male, la vita e la morte, i simboli cristiani e quelli pagani come segno della fusione tra la terra e il cielo. Chi lo sa? Vedere per credere. 


7. La Cava di Bauxite di Otranto

cava bauxite otranto

Un noto artista locale, Vito Mazzotta, negli anni ’70 rappresentò il ritorno dell’uomo alla Madre Terra attraverso una serie di scatti che lo ritraevano nudo nella Cava di Bauxite di Otranto. Quegli scatti fecero il giro del Mondo e furono apprezzati dagli artisti americani del tempo. Perché ha scelto la Cava di Bauxite quando tutto il Salento è pieno di terra? Per capirlo bisogna vederla, magari in una giornata soleggiata e un po’ ventosa, quando il vento accarezza il laghetto e le canne che si trovano al centro della cava, quando sotto al sole cocente vedi risplendere quella terra rossa, di un rosso acceso e intorno non vedi che alberi e vegetazione spontanea. Ecco, in questa situazione quasi tutti si siedono e restano in silenzio a contemplare un posto magico, che molti hanno ribattezzato come “luogo dell’anima”. Anche qui, vedere per credere. 

Guarda il video della Cava di Bauxite.


8. La Baia di Acquaviva di sera

acquaviva castro

La Baia di acquaviva (o caletta o insenatura) è uno dei luoghi più caratteristici e affascinanti del Salento. La incontri percorrendo la litoranea Otranto – Santa Maria di Leuca, poco dopo Castro. Dalla strada non è visibile, ma basta seguire le indicazioni, parcheggiare l’auto nella piazzetta antistante, scendere lungo gli scalini scavati nella roccia e restare a bocca aperta. La Baia di Acquaviva è l’ideale per cercare refrigerio dalla calura estiva, visto che lì si trovano diverse polle di acqua sorgiva. Ma l’ideale è di andarci di sera, magari al tramonto e assistere ad uno spettacolo della Natura, con la luce della Luna che si rifrange sull’acqua e sull’alta scogliera. Il consiglio è di andarci durante la bassa o media stagione (giugno-luglio o settembre-ottobre), perché ad agosto è quasi sempre piena di gente, a tutte le ore del giorno (ed è pure difficile trovare parcheggio). 


9. La Grotta Verde di Andrano

Andrano grotta verde

Passeggiando lungo la litoranea di Marina di Andrano ad un certo punto incontri una piccola, minuscola, torre costiera. E’ il segno che ti sei avvicinato alla Grotta Verde. Scendi lungo le scale in pietra e sulla tua sinistra troverai un antro. Attraversalo e ti sembrerà di stare in un altro pianeta. Il verde delle rocce, i colori del mare e la luce del sole che si riflette sull’acqua danno all’ambiente un colore di un verde intenso, quasi irreale. Ecco, ora puoi sederti sugli scogli e sentire il fresco di quelle rocce, dell’acqua e infine puoi dire di stare al verde.


10. Leuca al tramonto

faro leuca

Da Otranto scendendo verso Leuca incontri le tappe appena viste. L’ultima è Leuca, de finibus terrae. Leuca un tempo era un posto spettacolare, poi l’abusivismo edilizio l’ha rovinata un po’, ma ancora oggi è possibile ammirare i bellissimi paesaggi della zona, tra mare e Natura. Il consiglio è quello di salire fino al faro, il punto più alto della zona e ammirare le due punte del Capo di Leuca: Punta Meliso e Punta Ristola (che sarebbe l’estremo lembo d’Italia). Se poi ci vai al tramonto allora lo spettacolo è garantito. Tappa consigliata alle coppie grazie a scenari romantici e indimenticabili!


BONUS: La Basilica di Santa Caterina d’Alessandria a Galatina

Basilica di Santa Caterina d'Alessandria, Galatina

Uno dei simboli più importanti dell’Arte gotica è la Basilica di Santa Caterina d’Alessandria a Galatina, realizzata alla fine del 1300 per volere di Raimondello Orsini del Balzo. L’interno è completamente affrescato e rappresenta l’Apocalisse, la Genesi, i Sette Sacramenti, le Gerarchie Angeliche, le Storie della vita di Gesù Cristo, gli Evangelisti ed altre scene. La vastità del complesso pittorico la colloca tra le Chiese più significative dell’Arte gotica in Italia. Se sei alla ricerca dell’Arte durante le tue vacanze, allora questo è il posto giusto. Giacché ti trovi a Galatina, dai anche un’occhiata alla Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, che si trova nelle vicinanze, e alla Cappella di San Paolo, proprio di fronte, quello che un tempo era il luogo di ritrovo delle tarantate. Approfondisci.

Un consiglio: se ti trovi a Galatina devi assaggiare il pasticciotto, è qui che è nato nel 1745


P.S. Posti da vedere in Salento ce ne sono tanti altri. Se vuoi qualche info, contattaci!

2018-12-05T22:16:04+00:00